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Sr Anna CaiazzaSuperiora generale

Siamo alla fine del nostro 11° Capitolo generale, tempo forte dello Spirito che ha guidato ogni passo, dandoci luce e forza, ispirando sapienza e “consegna”, soprattutto nei momenti più difficili.

Abbiamo vissuto un mese intenso e straordinariamente ricco. Giorno dopo giorno è cresciuta la comunione tra noi, nel desiderio e nell’impegno di sentirci “un corpo solo”, pur nelle diversità di provenienza, di età, di cultura, di mentalità, consapevoli della responsabilità di discernere insieme ciò che il Signore vuole per noi e da noi.

Abbiamo iniziato la nostra esperienza capitolare nel “giardino della risurrezione” dove con Maria di Magdala abbiamo sentito pronunciare dal Maestro il nostro nome e riascoltato il suo invito ad andare, uscire, testimoniare la risurrezione, essere collaboratrici dello Spirito nella missione di Dio.

Nel giardino della risurrezione, abbiamo vissuto gli esercizi spirituali in compagnia di Rut, la donna «che ha saputo amare». Poi, nel clima pasquale della memoria, abbiamo “contemplato” la nostra realtà, nelle cui luci e ombre abbiamo intravisto quel «filo rosso dell’amore di Dio che collega tutta la nostra esistenza»[1].

I relatori che si sono susseguiti ci hanno aiutato a percepire la bellezza e l’attualità del nostro carisma nella Chiesa, un carisma che ci rimette sempre nel cammino della Parola con la «mobilità dei passi di danza», come ha sottolineato la pastora Lidia Maggi, sulle strade delle donne e degli uomini di oggi.

In questo momento sgorga spontaneo dal nostro cuore il canto del grazie.

Grazie alle sorelle del governo generale che hanno concluso il loro servizio.

Grazie alla Commissione precapitolare, in particolare a sr Paola Fosson, che non è stata fisicamente tra noi, e a P. Cristo Rey García Paredes, che ha ispirato il lavoro di preparazione, orientato i nostri passi per l’elaborazione del Documento capitolare, guidato con molta sapienza il discernimento in vista dell’elezione della superiora generale e delle consigliere.

Grazie alla Commissione centrale e alle varie équipe di redazione, informazione, lettura dei verbali, liturgia, distensione.

Grazie alle moderatrici dei gruppi e alle segretarie.

Grazie alle traduttrici, che hanno agevolato la comprensione dei contenuti e la comunicazione tra noi.

Grazie alle sorelle che, dietro le quinte, hanno svolto servizi essenziali: sr M. Gabriella Santon, sr Melba, sr Luz Helena, sr Teresita, sr Saveria, sr Paola Dutto… Grazie alle sorelle della Casa generalizia e della Casa San Paolo.

Grazie alle nostre fotografe e alle sorelle che hanno gestito il sito internet, portando i nostri volti e le nostre voci in ogni angolo del mondo.

Grazie a ognuna per le intense celebrazioni liturgiche, la condivisione, i momenti di festa vissuti in gioia e comunione

Grazie a sr Livia Sabatti che ha reso possibile la bellissima serata con mons. Frisina e il coro della diocesi di Roma.

Grazie ai fratelli paolini e ai loro collaboratori e collaboratrici, che ci hanno accolto in questa casa e ci hanno fatto respirare un clima di famiglia.

Grazie a tutte le nostre comunità, ai membri della Famiglia Paolina e a quanti ci sono stati vicini accompagnandoci con la preghiera e facendoci quotidianamente sentire la loro presenza con messaggi di incoraggiamento e di augurio.

Grazie per ogni sorella della congregazione, per le giovani e le meno giovani, in modo particolare per le sorelle anziane e ammalate, che hanno molto offerto e pregato per noi. Grazie alla testimonianza di sr Vincenza che ci ha fatto capire che la giovinezza non è un dato anagrafico e che l’amore alla vocazione e la passione apostolica non hanno età.

Grazie a tutte noi per l’impegno, la serietà, la corresponsabilità, e per quel clima serio, operoso, responsabile che ha caratterizzato ogni fase del Capitolo.

Grazie alle sorelle che hanno accettato di dividere con me il privilegio di servire la congregazione nel governo generale per i prossimi sei anni.

Un grazie speciale vorrei con voi rivolgerlo allo Spirito Santo, il “Protagonista della missione”, che ha guidato il nostro cammino facendoci percorrere strade e sentieri che spesso non ci aspettavamo. Ma lo Spirito “viene dai quattro venti”, soffia dove e come vuole…

Ritornando nelle nostre comunità comunicheremo con umiltà e fede quanto abbiamo vissuto e gli orientamenti che, con la luce dello Spirito, abbiamo intravisto per i prossimi anni. Soprattutto testimonieremo la necessità di vivere in alleanza con Dio, per la salvezza del mondo. Confidando nella promessa che il Maestro Divino, tramite il Fondatore, ha fatto a tutta la Famiglia Paolina, possiamo ogni giorno rialzarci e metterci in cammino, «con l’audacia che viene dallo Spirito e la creatività che ha caratterizzato» il nostro Fondatore, come ci ha sollecitate ieri papa Francesco. E ha aggiunto: «Uscire, partire in fretta, come la Vergine Maria e san Paolo, così anche voi chiamate a comunicare, con la vita e le opere apostoliche, la Buona Notizia agli uomini e alle donne di oggi. Non c’è tempo da perdere».

Ci è sembrato di riascoltare don Alberione: «Avanti, dunque! […] Protenderci in avanti ogni giorno, mai fermarsi, né nel cammino della santità, né nel lavoro di apostolato. Avanti! Protendersi sempre avanti!» (FSP55, 185).

Mai fermarci, quindi, e percorrere le strade del mondo, come ci ha ripetuto il Papa ieri, «con uno sguardo contemplativo e pieno di empatia per gli uomini e le donne del nostro tempo, affamati della Buona Notizia del Vangelo». Francesco – ha sottolineato questa mattina qualcuna di noi nella condivisione – ha suggellato con le sue parole il contenuto del nostro Documento capitolare. Attraverso di lui abbiamo ulteriormente compreso che questa è la volontà di Dio per noi, oggi: ravvivare il dono della fede, per essere missionarie con la testimonianza della vita centrata in Cristo, lasciandoci sempre illuminare dalla Parola, che mantiene acceso nel nostro Istituto quello spirito apostolico che ci spinge a “uscire”, a ricercare tutte le opportunità per seminare la Parola, con la “fantasia” della comunicazione, in modo da poter abitare le periferie del pensiero e le periferie esistenziali, mantenendo nel cuore la capacità di sentire compassione per i tanti bisogni che ci circondano.

Siamo chiamate ad «attraversare l’inverno per rifiorire e portare frutto», senza indulgere allo scoraggiamento e alla rassegnazione, perché, ci ripete papa Francesco, «lunga e fruttuosa è la strada che avete percorso. E lunga è la strada che resta da percorrere».

Care sorelle, l’assemblea capitolare, con la maggioranza qualificata richiesta, si è espressa per la chiusura di questo Capitolo, per cui

DICHIARO UFFICIALMENTE CHIUSO L’11° CAPITOLO GENERALE

che abbiamo celebrato secondo le norme stabilite dalle Costituzioni e dal Direttorio.

Partiamo da questo “cenacolo” con la certezza che il Signore è e sarà sempre con noi. Noi non possiamo, ma confidiamo!

Desidero concludere con l’appello che ieri papa Francesco mi ha “consegnato”, salutandomi: «Mi raccomando la gioia, la gioia. Siate gioiose, sempre!».

La gioia è il tratto caratteristico dell’evangelizzatore: «è un dono che cammina, cammina sulla strada della vita, cammina con Gesù». È il documento d’identità della Chiesa che annuncia, della Chiesa in uscita, della Chiesa itinerante, della Chiesa dell’esodo e del dono (cfr. EG 20).

La gioia è il tratto che ha caratterizzato – e speriamo caratterizzi ancora – le Figlie di San Paolo, donne felici perché Dio è la nostra felicità. Donne della Parola e dell’Alleanza: come Maria, la Maddalena, la nostra amata Tecla, che avrebbe voluto avere “mille vite” per metterle al servizio del Vangelo.

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[1] Papa Francesco, Messaggio per la XXXII GMG.